Dal 16 marzo in vigore le norme sul nuovo Albo dei curatori fallimentari introdotto dal D. Lgs. n. 14 del 12 gennaio 2019 contenente il Codice della crisi dell’impresa e dell’insolvenza in attuazione della Legge delega n. 155/2017. Tra le novità più importanti, l’inserimento dei Consulenti del Lavoro nell’elenco dei soggetti destinati a svolgere, su incarico del tribunale, le funzioni di curatore, commissario giudiziale o liquidatore.

In attesa del decreto dei Ministeri della Giustizia e dell’Economia che, entro il 1° marzo 2020, dovrebbe disciplinare il suo funzionamento, prende dunque il via la cosiddetta “fase di popolamento” dell’Albo, nella quale potranno già iscriversi quanti, in possesso dei titoli professionali, possono dimostrare il “requisito dei 4 incarichi”. Ovvero, in sostituzione della formazione e del tirocinio previsti a regime, essere stati nominati, prima del 16 marzo 2019, in almeno 4 procedure negli ultimi 4 anni come curatori fallimentari, commissari o liquidatori giudiziali. I Consulenti del Lavoro, gli avvocati e i commercialisti iscritti agli Albi di categoria, anche in studi professionali associati o STP, e chi ha svolto funzioni di amministrazione, direzione e controllo in società di capitali o cooperative dando prova di adeguate capacità imprenditoriali potranno iscriversi dopo aver frequentato almeno 200 ore di formazione e un tirocinio – anche in concomitanza alla formazione – di almeno 6 mesi presso curatori, commissari e altri professionisti del settore. Inoltre, ogni due anni bisognerà frequentare almeno 40 ore di aggiornamento professionale.